Un’indagine della Commissione europea su 314 operatori online ha rilevato irregolarità sugli sconti nel 30% dei casi, confermando così le criticità che Confesercenti aveva già segnalato con un esposto all’Autorità garante della concorrenza nel novembre 2024. Sul commercio online, e in particolare sulle campagne promozionali come il Black Friday, continuano dunque a emergere pratiche poco trasparenti che alterano la concorrenza e penalizzano le imprese rispettose delle regole.
«Una conferma che doveva arrivare, attesa dai colleghi dei negozi tradizionali che lavorano rispettando le regole ma anche a beneficio dei consumatori, che devono essere informati – commenta Francesca Recine, recentemente eletta alla presidenza nazionale di Fismo Confesercenti –. Il lavoro compiuto dalla nostra associazione, tra segnalazioni puntuali ed esposti alle autorità competenti, porta alla luce una delle tante zone d’ombra del commercio on line, settore in cui le irregolarità per i cittadini sono difficili da rilevare e che i colleghi commercianti di vicinato devono subire. Proseguiamo sempre più motivati il nostro impegno per gli esercizi di vicinato».
«Il nostro esposto del 2024 – prosegue Recine – era stato archiviato. Oggi, dopo quasi due anni di silenzio e alla luce dei risultati dell’indagine condotta dalla Commissione europea, riteniamo doveroso e non più rinviabile un intervento del Garante. Il fatto che dai controlli sugli operatori online siano emerse irregolarità sugli sconti in un caso su tre dimostra infatti che la nostra denuncia era fondata. Avevamo richiamato l’attenzione proprio sul tema degli annunci di riduzione di prezzo e sulla necessità di garantire trasparenza reale per i consumatori e parità di condizioni tra commercio fisico e digitale. Non si tratta di ostacolare l’e-commerce, ma di far valere le stesse regole per tutti. Ora serve rafforzare vigilanza e controlli, perché senza un presidio effettivo il rischio è continuare a scaricare sui negozi di vicinato il costo di una concorrenza distorta».